Gruppo Di Lettura Sul 1 Capitolo ''Il Ferrobedò''

Impressioni sul primo incontro

  • Questo primo incontro con il gruppo di lettura è stato molto interessante. Si è discusso sulla personalità di Pier Paolo Pasolini e sul linguaggio da lui utilizzato nel libro 'Ragazzi di vita'. Sono state discussioni piuttosto accese, poichè alcuni ritenevano che non bisognasse leggere questo libro dando peso al nome dell'autore e altri invece pensavano che questo condizionasse la lettura. Molti monteverdini, presenti nell'incontro, che abitavano in questa zona nello stesso periodo dell'autore non si sentono rappresententati, poichè Pier Paolo Pasolini descrive la vita di questi ragazzi in maniera piuttosto esagerata, quindi non corrispondente al vero. Ci si è soffermati lungamente sul linguaggio da lui utilizzato, in quanto i ragazzi descritti nel libro parlavano il dialetto romanesco ma soprattutto avevano un uso limitato dei vocaboli. La frase ripetuta costantemente in questo primo capitolo è ''li mortacci tua'' che viene usata sempre, in qualsiasi contesto. Mi è piaciuto molto il modo in cui si è discusso su questi aspetti, anche se qualche volta si andava fuori tema.

(Claudia Volpicelli)

  • “Il Ferrobedò” era il titolo del primo incontro del gruppo di lettura dedicato all’analisi del primo capitolo del romanzo “Ragazzi di vita”. E’ stata la mia prima esperienza di questo tipo e l’ho trovata estremamente interessante e utile alla comprensione, non solo del primo capitolo, ma dell’intera opera di Pasolini. Infatti gli argomenti sono stati vari e le persone che sono intervenute hanno dato numerosi spunti di riflessione sul lavoro compiuto da Pasolini. Gli interventi che mi hanno maggiormente colpito sono stati due: la discussione sul linguaggio usato dai personaggi e quella sui motivi che possono aver spinto l’autore a descrivere una situazione simile. La limitatezza del vocabolario usato dai ragazzi causa la loro incapacità di esprimere emozioni, sensazioni e pensieri articolati. Pasolini si concentra su questo aspetto proprio per sottolineare il degrado socio-culturale della zona di Monteverde in quel determinato periodo. Molto probabilmente l’autore ha scelto di raccontare quella situazione perché era consapevole che presto sarebbe cambiata. Secondo noi, quindi, la sua intenzione era quella di non lasciare scomparire un particolare aspetto sociale. Vista la positività di questo tipo di incontri sarei molto contenta di partecipare ai successivi gruppi di lettura.

(Sofia Allegra)

  • Questo gruppo di lettura, dedicato all’analisi del primo capitolo del libro “Ragazzi di vita” di Pasolini, è stato il primo a cui ho partecipato. La settimana precedente all’incontro, che si è svolto il 19 novembre 2011 presso il dipartimento di salute mentale (dsm) di via Colautti –non distante dalla nostra scuola- avevamo assistito ad una rappresentazione teatrale del “Vantone”, sceneggiato appunto da Pasolini.

Giunti in via Colautti, siamo stati invitati dalla moderatrice a prendere posto all’interno della sala degli affreschi, dove è stato esposto in modo chiaro il progetto. Molti di noi si aspettavano un incontro incentrato principalmente sulla rilettura del primo capitolo, e su eventuali osservazioni e commenti da questa derivati. Il gruppo di lettura invece si è soffermato (specialmente nella prima parte dell'incontro) su Pasolini stesso, lo stile in cui scriveva, gli anni in cui ha vissuto -che molte delle persone presenti ricordavano nei dettagli-, per cercare di collegarsi a episodi e personaggi presentati nel capitolo trattato.
(Clara Rodorigo)

  • (in corso)

(Federica Pelliccia)

  • Non avevo mai partecipato ad un gruppo di lettura e ho trovato quest’esperienza molto costruttiva. L’ambiente era rilassato e la nostra partecipazione è stata molto apprezzata dagli organizzatori dell’incontro, che spesso ci facevano domande e ci incoraggiavano a intervenire.

Molte persone hanno partecipato alla discussione, esprimendo pareri spesso contrastanti sul linguaggio, sulla figura dell’autore e sulle tematiche del libro. Questi dibattiti hanno contribuito a farmi riflettere su aspetti del romanzo che non avevo considerato prima e che erano invece molto importanti per comprendere appieno il messaggio che Pasolini voleva trasmettere, in particolare l'osservazione di una donna che evidenziava come la povertà del linguaggio dei ragazzi e l'uso dell'espressione "mortacci tua" con diversi significati rispecchi l'impossibilità di esternare le loro emozioni e la ristrettezza dell'ambiente in cui vivono. Un aspetto negativo dell’incontro, a mio parere, è che i partecipanti si sono concentrati molto sull’autore e sull’intero romanzo, mentre noi avevamo letto solamente il capitolo del Ferrobedò e non avevamo conoscenze sulla biografia di Pasolini.
Ritengo che, se ci preparassimo anche su questo aspetto, gli incontri successivi potrebbero essere molto interessanti.

(Margherita Pandolfi)

  • Il primo incontro con il Gruppo di Lettura

Noi alunni del IID non eravamo mai stati ad un gruppo di lettura; è stata una bella esperienza. Questo primo incontro trattava della lettura del primo capitolo, “Il Ferrobdò”, è stato molto interessante sentire le opinioni di persone vissute durante gli anni descritti da Pasolini, autore del libro “Ragazzi Di Vita”, che hanno confermato le dinamiche descritte da Pasolini. Ho trovato interessante anche l’analisi del linguaggio che è stata effettuata; specialmente del termine “li mortacci”che esprime gioia e cattiveria. Un signore ha detto che ritrovava ancora oggi le tematiche descritte nel libro ma a mio parere non è corretto; specialmente per il fatto che Monteverde Vecchio, il luogo in cui avviene la storia, non è più una parte della periferia ma al contrario si può ritenere una parte molto vicina al centro, questo ha contribuito allo sviluppo sociale rendendo i ragazzi meno “borgatari” e delinquenti.
Era presente anche un altro signore che ha detto di aver conosciuto per pura casualità Pasolini.
Grazie a questo incontro ho “conosciuto” meglio Pasolini approfondendo la sua storia e le sue idee, che a scuola non avevamo affrontato perché avevamo direttamente iniziato a leggere il libro.
Sinceramente la lettura di questo primo capitolo non mi è piaciuta più di tanto perché non racconta una storia così particolare, o dove accadono cose interessanti; considerando che per quel tempo saccheggiare i mercati generali e il Ferrobedò era normale.
In ogni caso spero di ricredermi continuando a leggere il romanzo.
(Clelia Gentili)

  • Impressioni del primo incontro

Il giorno 19/11/11 la classe II D alle ore 11 ha partecipato al primo incontro del gruppo di lettura “un libro un quartiere” presso il Centro di Igiene Mentale in via Colautti. L’incontro ha avuto ad oggetto il primo capitolo del libro “Ragazzi di vita” di Pier Paolo Pasolini ed il dibattito è stato gestito da una moderatrice del gruppo lettura. Inizialmente si è parlato della vita dell'autore con interventi vari da parte dei presenti al dibattito. Noi, come studenti e come lettori, non avevamo molte informazioni e conoscenze riguardo alla vita privata di Pasolini; ma nonostante questo è stato molto interessante assistere alla partecipazione attiva di alcune persone presenti. In seguito, alcuni interventi hanno aperto un dibattito sull'utilizzo del linguaggio dall'autore all'interno del libro, linguaggio che a parere di noi studenti e di altri interlocutori non risultava conforme al modo di parlare dell'epoca e forse anche eccessivo per i giorni nostri. Questo primo incontro con la lettura del primo capitolo "il Ferrobedò" ha accresciuto comunque il mio interesse per la condivisione di idee e spunti di riflessione con persone che come me stanno leggendo questo libro.
( Francesca Gigli)

La discussione era focalizzata principalmente sul autore del libro e il linguaggio usato. Molti componenti del gruppo ritenevano che la lettura fosse influenzata dal passato del autore, ma noi, non conoscendo i particolari della vita di Pasolini, non abbiamo potuto partecipare al dibattito. Il secondo argomento su cui ci siamo concentrati è stato il linguaggio di Pasolini giudicato volutamente povero nel discorso diretto, nel quale abbiamo notato la ripetizione di espressioni appartenenti al dialetto romano, che venivano usate in contesti diversi assumendo quindi diversi significati. Complessivamente credo che l'aver partecipato a un gruppo di lettura sia un'esperienza molto interessante, ma ho trovato questo primo incontro poco incentrato sul primo capitolo del libro, ma focalizzato sull' autore, e quindi,non essendo informata al riguardo, non ho avuto la possibilità di partecipare al dibattito.
( Giada Cicchetti)

  • Impressioni sul primo incontro - capitolo 1°, Ferrobedò -

Trovo che l'esperienza di partecipare all'attività del gruppo di lettura sia stata utile, in quanto abbiamo potuto confrontare, almeno in parte, le nostre idee con quelle di persone adulte o più avanti nell'età rispetto a noi, uscendo dagli schemi scolastici. Trovo tuttavia che alcuni dei partecipanti siano usciti un po' fuori dall'argomento principale della discussione (1° capitolo) ed in questo caso abbiamo avuto poco spazio per intervenire.
Alcuni interventi in particolare mi sono stati utili per approfondire e meglio comprendere la lettura del capitolo, come per esempio l'accostamento dei ragazzi alle rondini, col quale una signora paragonava le rondini che volano nei pressi del fiume Tevere ai ragazzi descritti dall'autore che trascorrono intere giornate a girovagare per il quartiere e nelle zone circostanti senza concluder nulla.
Mi sarei aspettato dai più anziani qualche testimonianza, con la quale avrebbero potuto illustrare a noi giovani quello che provavano loro da ragazzi in prima persona e dirci se si rispecchiassero con quanto scritto da Pasolini nel suo romanzo, approfondendo la lettura con alcuni loro ricordi.
(Giuseppe Alvise Sergi)