Verbi Deponenti

I VERBI DEPONENTI: MODI FINITI

Si chiamano deponenti quei verbi che hanno forma passiva ma significato attivo;

esempio:

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i verbi delle due frasi presentano le terminazioni proprie del passivo, ma esprimono un significato attivo: hortatur significa "egli esorta" e non "egli è esortato", sequemur significa "seguiremo" e non "saremo seguiti".

I verbi deponenti possono essere sia transitivi che intransitivi: se sono transitivi non possiedono una significato passivo ma possono avere un oggetto che completi il senso della frase.

esempio:
il verbo populor, che significa devastare, può essere usato con diatesi (=significato) attiva nella frase,

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Bisognerà in questo caso usare un verbo differente, come vasto, transitivo attivo:

verbideponenti3.jpeg

LE FORME DEL PARADIGMA DEI VERBI DEPONENTI

Il paradigma dei verbi deponenti é costituito dalle prime due persone del presente, dalla prima persona del perfetto (formato dalla perifrastica PART. PERF. + PRES. SUM) e dall’infinito presente.
Il supino manca perché é presente il suo tema nel participio PERFETTO DELLA PARIFRASTICA
esempio:

verbideponenti5.jpeg

PARTICOLARITA’ DELLA CONIUGAZIONE DEPONENTE

1) Alcune forme hanno significato PASSIVO (e forma PASSIVA):

a) il GERUNDIVO, posseduto dai transitivi e in forma impersonale dagli intransitivi;
b) il SUPINO in –U (es HORTATU = a esotarsi, complemento di limitazione)

2) Altre hanno FORMA ATTIVA e SIGNIFICATO ATTIVO:

a) il PARTICIPIO PRESENTE (es HORTANS, HORTANTIS = che esorta)
b) il PARTICIPIO FUTURO (es HORTATURUS, A, UM = che sta per, che é sul punto di, che é destinato a, esortare)
solo il PARTICIPIO PERFETTO ha forma passiva

c) l’INFINITO FUTURO (es HORTATURUM, AM, UM, OS, AS, A ESSE = stare per esortare)

d) il GERUNDIO (es HORTANDI = di esortare)
e) il SUPINO in –UM (es HORTATUM = per esortare, comp. di fine del verbo di movimento)

LABORATORIO di TRADUZIONE